N° 10

 

IL VOLO DEL CALABRONE

 

(PARTE PRIMA)

 

 

SPETTRI DEL PASSATO

 

Di Carlo Monni

 

I Vendicatori creati da Stan Lee & Jack Kirby

I Vendicatori della Costa Ovest creati da Roger Stern & Bob Hall

Il Calabrone creato da Roy Thomas & John Buscema

Ultron creato da Roy Thomas & John Buscema

Alkhema creata da Roy & Dann Thomas & David Ross

Adam “Pym” creato da Fabio Volino

Supervisione Fabio Volino

Stan Lee/Jack Kirby/Roy Thomas/John Buscema cuore ed anima

 

 

PROLOGO

 

 

            C’era una volta un uomo di nome Henry Pym. Era un giovane e brillante studente di biochimica che si laureò summa cum laude e poi andò a lavorare in un piccolo centro di ricerca nel New Jersey, sotto la direzione di uno dei suoi professori, un brillante scienziato d’origine straniera. Il giovanotto era geniale, ma decisamente timido e riservato, tuttavia, Maria, la figlia del professore, riuscì a far breccia in lui: s’innamorarono e si sposarono di lì a poco ed andarono a fare la loro luna di miele nel paese d’origine della ragazza.

            Purtroppo, però, il professore aveva dei nemici nel suo paese natale. Poco importa oggi chi fossero e quali fossero le motivazioni del loro odio, ciò che importa fu ciò che fecero: uccisero il professore, facendo esplodere sia il suo laboratorio, che la sua casa e rapirono sua figlia proprio sotto gli occhi del marito impotente a salvarla.

            Maria Trovaya Pym fu ritrovata pochi giorni dopo, morta. Quando lo venne a sapere, Henry Pym ebbe un collasso nervoso, il primo, purtroppo, di una lunga serie e dovette perfino essere ricoverato in una clinica specialistica.

            Quando ne uscì era di nuovo pronto ad affrontare la vita. Continuava a ritornargli in mente una frase di sua moglie, che lo prendeva spesso in giro per essere troppo pigro: “Fai come le formiche, sciocco” ed Henry la prese sul serio, fin troppo alla lettera. Si dedicò allo studio delle formiche sotto ogni punto di vista, fino a diventare uno dei più rispettati entomologi della Nazione e, forse del Mondo. Si convinse che era possibile comunicare con gli insetti tramite specifiche frequenze radio e  si dedicò al compito con rinnovata energia. Arrivò a padroneggiare i misteri della cibernetica con la stessa sicurezza con cui padroneggiava quelli della biochimica e nel frattempo si dedicava ad un’altra sconvolgente scoperta: un gas in grado di ridurre massa e dimensione di un soggetto.

            Nonostante lo scetticismo dei suoi colleghi scienziati, i suoi esperimenti proseguirono finché non giunse l’ora della prova finale, quella su un essere umano. Abbastanza prevedibilmente Henry scelse se stesso. L’esperimento funzionò, ma il giovane scienziato quasi rimase ucciso con una colonia di formiche. All’inizio Henry pensava di abbandonare i suoi esperimenti, giudicandoli troppo pericolosi, ma in seguito ci ripensò e perfezionò il suo gas riducente in modo da mantenere intatta la sua forza normale anche a piccole dimensioni, si preparò un costume, un casco in grado di farlo comunicare con le formiche e cominciò una carriera di combattente del crimine col nome di Ant Man. Perché lo fece non era chiaro nemmeno a lui: sete d’avventura o di vendetta per il fato di sua moglie? Forse il suo analista avrebbe potuto rispondere, ma non Henry Pym stesso.

            Dopo poco tempo Henry incontrò una ragazza: Janet Van Dyne. Suo padre era l’erede di una dinastia di ricchi industriali del New Jersey che aveva scelto di abbandonare gli affari di famiglia per dedicarsi alla ricerca scientifica. Era riuscito a contattate una creatura aliena proveniente da un’altra dimensione: Kosmos. Purtroppo per lui la creatura era un criminale dotato di poteri ben superiori a quelli dei normali esseri umani e lo uccise, per poi distruggere l’apparecchio con cui era stato portato sulla Terra. Mentre la creatura minacciava New York, Janet, per vendicare l’assassinio del padre, accettava di sottoporsi all’ultimo esperimento di Pym, rimasto colpito dalla sua determinazione e, diciamolo pure, dalla sua bellezza, che gli ricordavano quelle della sua defunta moglie. Janet Van Dyne divenne così la Meravigliosa Wasp e si unì ad Ant Man nello sconfiggere la creatura di Kosmos.

Negli anni successivi i due fecero coppia come combattenti del crimine ed infine anche nella vita giungendo a sposarsi. Intanto, Henry aveva scoperto che i suoi gas riducente ed ingrandente potevano essere condensati in più comode pastiglie e che potevano essere usati anche per ingigantire una persona. Assunse così l’identità di Giant Man, nome che in seguito cambiò in Golia. Nel frattempo, l’uso costante del gas e delle pillole aveva mutato la conformazione cellulare di Hank e Jan, rendendo i loro poteri di ingrandire e ridurre le loro dimensioni parte della loro stessa fisiologia, attivabili con la pura forza di volontà. C’era in Henry sempre un sottile fondo d’inquietudine e sensibilità agli stress, che lo portarono, in più di un’occasione, ad avere dei crolli nervosi. Fu in una di queste occasioni che decise di assumere l’identità di Calabrone come perfetto compagno di Wasp. In uno dei suoi  più seri crolli mentali giunse anche a picchiare la moglie ed a concepire un delirante piano per mettere in pericolo i Vendicatori e poi salvarli facendo la figura dell’eroe. Fu scoperto e cacciato dai Vendicatori e Wasp divorziò da lui. In seguito finì anche in carcere sotto false accuse fu costretto ad unirsi. ai Signori del Male, guidati dal suo vecchio nemico Testa d’Uovo. La sua vita sembrava finita, ma fu proprio allora che il suo vero spirito riemerse e lui si dimostrò l’eroe che era sempre stato: sconfisse i Signori del Male, riabilitò il suo nome e decise di cominciare una nuova vita, abbandonando quella vecchia. Smise di essere un supereroe.

Il destino aveva, però, altri piani per lui: per un pò di tempo divenne perfino il Maggiordomo dei Vendicatori della Costa Ovest, poi la vecchia depressione riprese il sopravvento e lui contemplò seriamente la possibilità del suicidio.  Fu la supereroina Firebird a fermarlo e dissuaderlo, mostrandogli che aveva ancora molto da dare al mondo. Henry si riunì ai suoi vecchi compagni Vendicatori, dapprima come semplice Dottor Pym, poi ancora come Giant Man. Per un po’ lui e la sua ex moglie Jan tornarono ad essere di nuovo una coppia, ma ancora una volta, ecco che le cose sembrarono non funzionare di nuovo. Lui accettò, e si chiede ancora perché, di trasferirsi a Los Angeles per guidare una nuova formazione dei Vendicatori della Costa Ovest, sponsorizzata dal Governo e non riconosciuta ufficialmente dal gruppo originale e Wasp rimase a New York per assumere la guida del suo gruppo.

Di recente Hank Pym è tornato sulla Costa Est per scoprire che il vecchio detto è vero: “Non puoi tornare a casa”. Non c’è più posto per lui laggiù e nemmeno c’è più posto per lui nel cuore di Janet, sembra.

Ora ha davanti a se una scelta: può permettere alla sua frustrazione di prendere il sopravvento e portarlo nuovamente sull’orlo dell’autodistruzione, oppure riprendere il controllo della sua vita, chiudere col passato e guardare al futuro.

Sia come sia, è, comunque, chiaro che è necessario un cambiamento e non tarderà molto.

 

 

1.

           

 

            Quartier Generale dei Vendicatori, Sezione Costa Ovest, Palos Verdes Drive n° 1800, Penisola di Palos Verdes, Contea di Los Angeles. Pochi giorni fa.

-Ti dispiace ripetere quel che hai detto?-  esclama un’incredula She-Hulk.

-Ho detto che non intendo più essere Giant Man.- ripete tranquillo Henry Pym.

-Ah Magnifico! Che cos’è: una di quelle classiche crisi in cui il supereroe decide di smetterla con la sua vita di avventuriero e dedicarsi ad una vita normale? Non funziona mai. Lo so: è capitato perfino a me, una volta.-

            Hank accenna un sorriso.

-Credo che a me sia capitato almeno quattro volte di più Jen.- replica –Comunque, tranquilla: non ho detto che intendo abbandonare il gruppo o ritirarmi in un eremo, abbandono solo l’identità di Giant Man, tutto qui. Con il ritorno in scena del Golia Nero, un altro gigante è superfluo e poi… sento il bisogno di un cambiamento.-

-Ho capito.- interviene Greer Nelson –Intendi assumere un’altra identità mascherata, ma quale? Non Ant Man, giusto?-

-Salve Greer, è sempre un piacere rivederti, anche senza tutta la pelliccia. No, Scott Lang è un Ant Man perfetto e non ha nessuna intenzione di mollare, almeno per ora.-

-E allora…- continua She Hulk -… se non è Giant Man, Ant Man o Golia, allora… Aspetta un momento! Non mi dirai che… non starai pensando di… credevo che avessi detto che non l’avresti mai più fatto dopo quel che è successo l’ultima volta.-

-Mai dire mai, Jen.- è la risposta pacata di Hank –Ora scusate, ma ho da sbrigare un pò di cose in laboratorio. Ne riparleremo più tardi.-

            Così dicendo, Henry Pym lascia la sala. Dopo pochi attimi, Polaris rompe il silenzio:

-Qualcuno vorrebbe darmi delle spiegazioni? Dopotutto non è colpa mia se sono nuova e non conosco molto del passato dei Vendicatori.-

            Tutti tacciono e poi guardano verso She-Hulk.

-Ok, ho capito: come al solito tocca a me. La cosa è di pubblico dominio, del resto. Se all’epoca non eri ad esplorare qualche caverna del New Mexico od a farti lavare il cervello da qualche nemico degli X-Men, possibilmente alieno, dovresti conoscerla anche tu. Per farla breve Hank ha avuto anche un’altra identità mascherata. Quando l’assunse aveva sviluppato una specie di altra personalità, più disinibita ed in un certo senso anche più spietata. In seguito ritornò in se, ma ciò non toglie che fu proprio in quest’identità che picchiò sua moglie e mise in pericolo i Vendicatori. Alla fine, giurò a se stesso che non l’avrebbe più ripresa e permise perfino ad una ragazza, un'ex ladra di nome Rita Demara, di appropriarsene. Per la cronaca, quella donna  e morta adesso.-

-Ora ricordo.- commenta Lorna Dane –Tu stai parlando del…-

-Sta parlando del Calabrone, naturalmente.-

            È di nuovo la voce di Henry Pym, ma stavolta non è più in abiti borghesi, ma indossa un familiare costume giallo e nero, quello del Calabrone, appunto.

-Hank, ne sei veramente sicuro?- chiede Jennifer Walters.

-Sta tranquilla, Jen, ho tutto perfettamente sotto controllo e sono pronto a riprendere il mio posto come leader di questo gruppo. Faremo grandi cose insieme, ragazzi.-

            A quanto pare, devo davvero preoccuparmi, pensa She Hulk.

 

            Quartier Generale dei Vendicatori, Sezione Costa Ovest, Palos Verdes Drive n° 1800, Penisola di Palos Verdes, Contea di Los Angeles. Oggi.

            Henry Pym è chiuso nel suo laboratorio, intento a cercare la soluzione di una serie di problemi: nello specifico si tratta di una soluzione al problema del Fulmine Vivente. Di fatto quel ragazzo è composto d’energia elettrica e senza la sua speciale tuta di contenimento non può evitare di perdere l’apparenza umana e diventare di pura energia. Non esattamente  quello che serve per una sana vita sociale, giusto? Miguel gli ha detto che pensa di chiamare Scarlet per vedere se il suo potere può farci qualcosa,[1] ma Hank continua a preferire l’approccio scientifico. Tutto sommato, si tratta di un problema di chimica molecolare ed è proprio il suo campo, no? Intanto ha trovato una soluzione temporanea: un sottile esoscheletro neurale come quello che usava Tony Stark durante il suo periodo di degenerazione cellulare, [2] ma specificamente disegnato per mantenere stabile la struttura molecolare di Miguel Santos. Un palliativo, certamente, ma almeno lo libera dalla schiavitù della tuta e gli permette per periodi limitati di interagire col resto del mondo come un normale essere umano. Ne sarà contenta la sua ragazza, se ne ha una. C’è poi quell’interessante problema di cui gli ha parlato Jocasta: il virus di quel Contact è la cosa più strana che gli sia mai capitato di vedere.[3] La cosa più vicina a questo di cui è a conoscenza è il cosiddetto “Fattore mortale” del supercriminale russo Omega Red, forse dovrebbe chiedere a Hank McCoy[4] se ne ha un campione e se può mandarglielo per l’analisi. Uhm, se conosce bene il vecchio pelle blu, probabilmente ci avrà pensato ed a quest’ora le sue analisi sono già in viaggio per la California con tutti i risultati pronti e schedati impeccabilmente. Quanto all’ultimo problema, Hank ha cercato di pensarci il meno possibile: Ultron potrebbe essere ancora vivo? I Vendicatori erano convinti di aver neutralizzato il cosiddetto “Imperativo Ultron”, ma se avessero sbagliato? Credevano di averlo espulso dal sistema di Jocasta, ma proprio di recente lei ha detto di aver sentito, sia pure molto attenuato, l’impulso  a ricostruirlo, quindi… forse esiste ancora, magari nascosto da qualche parte che non hanno trovato. Proprio di recente i Vendicatori hanno ricevuto un avviso dalla Justice Inc, che sostiene di avere incontrato un Ultron nella realtà virtuale.[5] E se la coscienza elettronica del suo malefico “figlio” si nascondesse nel web in attesa di riavere un corpo?

            I pensieri di Hank sono interrotti dal suono del telefono. Lo scienziato preme il pulsante “viva voce” e sente la voce della centralinista.

<<Mi scusi signore, ma ci sono due persone che la cercano: la prima è miss Wasp da New York, chiede se può parlarle.>>

-Le dica che la richiamo dopo, Linda, grazie.-

<<Poi c’è una certa miss Trish Starr che…>>

-Trish Starr? Possibile? Me la passi. Linda.- uno scatto e poi:

<<Ciao Hank.>>

-Trish sei davvero tu, da quanto non ci sentiamo?-

 

 

2.

 

 

            Cedars Sinai Medical Center, Los Angeles. Greer Grant Nelson osserva l’anziana donna addormentata nel lettino di una stanza privata pagata dalla Fondazione Maria Stark. Sembra star bene, ma Greer deve esserne sicura. Si rivolge alla dottoressa Erica Sondheim:

-Come sta adesso?-

-L’operazione è riuscita benissimo.- risponde la neurochirurgo –Certo, avrebbero potuto esserci complicazioni a causa della sua fisiologia un pò particolare…- la Dott. Sondheim era al corrente del fatto che, sebbene apparisse umana, Joanne Tumolo in realtà era un membro del Popolo Felino -… ma siamo riusciti a rimuovere l’inibitore neurale senza danneggiare il sistema nervoso. Quando si sveglierà potrà, magari, essere un pò confusa, ma di sicuro avrà il pieno controllo della sua volontà.-

-E quando si sveglierà?-

-Le dia tempo, Mrs. Nelson, a questo punto il riposo è la miglior medicina per lei.-

-Io non so come ringraziarla.-

-Non ringrazi me: è stato Tony Stark, il mio capo, a chiedermi di operare le vittime di quel Donalbain.[6] Ora mi scusi, ma ho una società farmaceutica da dirigere.-[7]

            Greer annuisce e saluta la dottoressa. Rimasta sola si tocca un pendente che porta al collo. Non è un comune gioiello ornamentale: è l’amuleto mistico che la trasforma in Tigra e che lei non ha ancora usato da quando ne è rientrata in possesso. Non è sicura di voler ricominciare. In tutti questi anni ha perso di vista Greer Nelson in favore di Tigra, ma esiste davvero una differenza tra le due? Deve scoprirlo e scoprire anche cosa ne era stato di Joanne Tumulo prima che Kenneth Donalbain la trovasse. È sicura che c’è un oscuro mistero dietro e deve svelarlo o, se lo sente, saranno guai per Joanne e per altri.

 

            Da qualche altra parte. Occhi che non sono occhi scrutano il luogo. Perfetto, pensa un cervello che non è un cervello, esattamente quello che cercavo. Ora che i preliminari sono finiti, non rimane che passare all’azione.  Ho aspettato anche troppo a lungo ormai.

            Da una bocca che non è una bocca esce un’inquietante risata.

 

            Un tranquillo ristorante con vista sulla spiaggia. È stata una bella serata per entrambi i commensali, considerato che, almeno all’inizio, erano tutti e due imbarazzati. Non si vedevano da parecchio tempo ed il loro ultimo incontro non era esattamente avvenuto sotto le migliori circostanze 

            Patricia Starr, detta Trixie o Trish, come si fece chiamare quando iniziò una carriera da modella, aveva uno zio, il fratello di suo padre e questo zio era un genio scientifico di prim’ordine, oltre che un criminale, si faceva chiamare Testa d’Uovo ed aveva combattuto spesso contro Henry Pym sia come Ant Man, che come Giant Man. Testa d’uovo scoprì che sua nipote aveva il potenziale per sviluppare poteri mentali e cercò di attivarli per scopi criminali. Come spesso accadeva, fu ostacolato da Pym, all’epoca di nuovo nei panni di Ant Man.[8] In seguito, per vendetta, Testa d’Uovo mise una bomba nell’auto in cui si trovavano suo nipote ed il suo fidanzato di allora, il milionario Kyle Richmond, in segreto il supereroe Nottolone. Entrambi sopravvissero, ma Trish perse il braccio sinistro, maciullato sino alla spalla.[9] Henry Pym l’ha ammirata per il coraggio dimostrato nel superare le avversità e non farsi prendere dallo sconforto, una forza d’animo che lui dubita fortemente di possedere in egual misura. Per giunta sente di avere un debito con lei, per averla messa involontariamente in pericolo l’ultima volta che si sono visti,[10] un debito che intende ripagare.

-Sul serio, non mi devi niente, Hank…- sta dicendo lei -… anche io ti ho messo nei guai in quell’occasione, dopotutto.-

-Non fu colpa tua.- ribatte Hank –Eri controllata da tuo zio e non ricordavi le sue macchinazioni. Ci ho pensato spesso da allora, ma ti confesso che non ho mai trovato il coraggio di chiamarti e parlartene e sono contento che tu abbia  deciso di vedermi ora che sei tornata a Los Angeles e darmene l’opportunità. Conosco un po’ di gente che mi ascolterebbe se gli chiedo un favore e tra la REvolution e quella nuova cosiddetta Fondazione Scientifica, con quel suo programma prostetico a basso prezzo, trovarti un braccio artificiale come si deve non sarà un problema.-

-Non credo di poter accettare Hank, ma grazie lo stesso.-

-Ma perché?- chiede Pym sinceramente sorpreso.

-Sono abituata a cavarmela da sola praticamente da sempre. Quel che non posso avere da sola, non lo accetto in regalo.-

            Hank scuote la testa. Gli toccano sempre le donne ostinate,

-Va bene. Non capisco che ci sia di male nel ricevere aiuto da degli amici, ma rispetto il tuo punto di vista. Ma se mi limito a metterti in contatto con loro non violo le tue regole, no?-

-No, suppongo di no. D’accordo, Hank, ci sto.-

            Hank sorride soddisfatto,

 

 

3.

 

 

            Il nome del gentiluomo è Adam e se proprio volessimo trovargli un cognome, il più appropriato sarebbe Pym. Il punto è che lui non è esattamente un gentiluomo, per così dire, a dire il vero non è nemmeno un uomo nel senso più tradizionale del termine. È una replica senziente quasi perfetta di Henry Pym, bisognerebbe toccarlo, sentire al tatto la sua pelle metallica per comprendere la differenza. Lo si potrebbe definire anche: “figlio di Ultron” e come suo padre i  suoi tracciati cerebrali sono basati su quelli di Henry Pym, ne è, in un certo qual senso, una replica artificiale. Da quando Ultron è stato sconfitto l’ultima volta[11] si tiene nascosto seguendo un suo piano particolare: non vuole distruggere la razza umana, piuttosto vuole affiancarle una nuova razza di esseri artificiali in grado prendersi cura di loro e condurla verso una nuova era di benessere. Vive da poco tra gli umani, ma ha già capito che non sono in grado di autogovernarsi. Presto, anzi, se lasciati a se stessi, finiranno per autodistruggersi e questo lui non vuole e non può permetterlo. Lo impedirà, dovesse usare la forza per… per…

Che strano, per un attimo ha avuto una visione: quella di decine, centinaia, migliaia di esseri umani morti, un deserto di cadaveri e librati sopra di essi i suoi fratelli.

Ora è passata, ma l’essere razionale che Adam ritiene di essere non può non provare un senso d’inquietudine. Cosa sta succedendo? Purtroppo non c’è risposta, non ancora.

 

Nella sede della Procura Distrettuale di Los Angeles da una deliziosa bocca verde esce un’esclamazione di sorpresa:

-Cosa? Che vuol dire che è stato scarcerato?-

            Il Procuratore Distrettuale in persona, Dennis “Buck” Bukowsky, risponde a She Hulk in tono più calmo possibile:

-Sei un avvocato anche tu, Jennifer, sai come vanno queste cose: il giudice ha stabilito la cauzione e Kenneth Donalbain l’ha pagata senza battere ciglio. A quest’ora sarà nella sua principesca residenza a godersi i vantaggi di una vita ricca, in attesa dell’incriminazione formale e del processo.-

            She-Hulk scuote la testa. Inutile arrabbiarsi, Buck ha ragione, doveva aspettarselo, anche se sperava che, con le accuse di rapimento e tutto il resto, il giudice sarebbe stato severo. Certo, una cauzione da 5 milioni di dollari non è una bazzecola… a parte che per Donalbain sembra esserlo stata. Deve averne di soldi quel figlio di…

-Jennifer hai sentito quel che ti ho detto?-

-Eh, scusa Buck, mi ero distratta. Dicevi?-

-Che se t’interessa un lavoro oltre a quello di Vendicatore, dovresti considerare la mia offerta di diventare Vice Procuratore Distrettuale.-

-E lavorare alle tue dipendenze? Mi ricordo ancora quando ci battevamo spesso l’uno contro l’altra, tu come Vice Procuratore ed io come difensore. Non so se funzionerebbe._

-Io dico di si. Non varrebbe la pena provarci?-

-Uhm, forse. Ti prometto che ti darò una risposta molto presto-

 

 Quanto ha camminato non sa dirlo ed a dire la verità nemmeno gli importa. Il suo cammino è cominciato quando è uscito dalla bocca del Monte St. Helens nello Stato di Washington e non si è mai interrotto. Non sente la stanchezza, non sente i morsi della fame e della sete od altre necessità tipiche degli esseri umani. Del resto, non è un essere umano, a meno che non ne conosciate di alti quattro metri e fatti di lava fusa. Il suo passo è lento, ma metodico; i suoi piedi affondano nel terreno a causa del peso e lasciano impronte ribollenti. Ha proseguito verso sud attraversando la zona rimasta disabitata dopo l’eruzione catastrofica del 1980. Non ha incontrato quasi nessun’essere vivente mentre la sua marcia lo porta inesorabilmente verso il confine con l’Oregon e poi, sempre dritto, verso la California; ogni ostacolo incontrato sul suo cammino è stato semplicemente superato come se nemmeno esistesse. Ora, però, sta arrivando il momento del suo primo confronto con la creatura vivente che ha la pretesa di essere il padrone di questo pianeta: l’uomo.

I primi a vederlo sono un gruppo di tagliaboschi: lo vedono uscire dalla foresta, lasciandosi dietro una scia di piante abbattute.

-Ehi, ma chi… No… cos’è quello?- esclama uno di loro.

-Non lo so, ma viene verso di noi e non mi piace neanche un pò.- si rivolge all’essere –Ehi tu! Chi sei? Cosa fai qui?-

            L’essere non risponde, continua ad avanzare lasciandosi sempre alle spalle una scia infuocata.

            Gli uomini che lo notano ne rimangono giustamente spaventati. Qualcuno si fa prendere i nervi lanciandogli addosso un’ascia che gli si conficca nel petto… e brucia quasi immediatamente. L’essere non sembra minimamente turbato.

Il caposquadra gli si para davanti.

-Ehi amico, cosa sei uno di quei supertizi? Cosa cer…-

            Non finisce la sua frase, l’essere di lava allunga la sua mano verso di lui e per la prima volta da quando è arrivato su questa terra parla:

-Voi non siete quelli che cerco!-

                La sua mano raggiunge il volto del caposquadra che urla mentre il suo volto è devastato dal calore ed il puzzo di carne bruciata si diffonde nell’aria.

            È un attimo ed il panico s’impadronisce della squadra. Alcuni fuggono, altri tentano una reazione, ma l’essere di lava non si cura di loro, li spazza via come mosche fastidiose e prosegue il suo cammino, lento, metodico, inarrestabile.

 

 

4.

 

 

            Non dovrebbe essere sorprendente che la notizia di un uomo fatto di lava fusa ed alto quattro metri che ha causato il caos in un campo di lavoro di taglialegna al confine nord dell’Oregon occupi un posto di rilievo nei notiziari dei network della Costa Occidentale e di certo non sorprende che al Quartier Generale dei Vendicatori in quella Costa ci sia più di uno dei membri della squadra a guardare il notiziario

-Qualcuno di voi sa cos’è quella… creatura?- chiede Polaris.

-Non saprei.- commenta il Fulmine Vivente –Mi sembra di aver già incontrato creature simili, ma erano più piccole… e più umane.-

-È sicuramente un Uomo di Lava…- a parlare è stato Henry Pym, nei panni del Calabrone -… ma confesso che non ne ho mai visti di cosi grandi.-

-Un Uomo di Lava?- esclama Starfox –Mi sembra di aver sentito parlare di loro su Titano. Mi pare che fossero una razza creata dai Devianti millenni fa.-

-Credo che il succo della storia sia quello.- commenta il Calabrone –Una cosa è certa: non possiamo permettergli di continuare il suo cammino e devastare tutto quello che incontra mentre raggiunge la sua meta.-

-Sembra che tu sappia dov’è diretto.- dice Polaris.

-In effetti, quando ho sentito le prime notizie, ho fatto dei veloci calcoli, basandomi sui suoi avvistamenti …- Hank preme un pulsante e sullo schermo della sala riunioni appare una mappa degli Stati Uniti su cui si snoda una lunga linea rossa che parte dal nord e punta a sud-… ed ho ricostruito la sua rotta. Si muove esattamente in linea retta, pertanto, ricostruendo il suo cammino a ritroso ho dedotto che probabilmente proviene da qui…- sullo schermo s’illumina un punto e ne compare il nome -… il Monte St. Helens, e se non sbaglio, il cammino che sta facendo lo porterà inevitabilmente… qui!- ora si accende un altro punto, un punto situato sulla costa della California, nella penisola di Palos Verdes: il Q.G. dei Vendicatori.

-Sta venendo da noi!- esclama il Fulmine Vivente -… ma… perché?-

-Non lo so e non mi pare il momento di pensarci: Prima di arrivare qui quell’essere può creare danni tremendi e provocare morti e feriti. Questo è intollerabile: dobbiamo fermarlo prima- è la replica del calabrone –Quindi non perdiamo tempo e raggiungiamo il Quinjet.-

            Polaris lo guarda perplessa, poi dice:

-Sai, non so cos’è successo a New York, ma sembra averti fatto bene: non sembri più lo svampito di prima.-

-IO non sono MAI stato così.- ribatte, secco, Hank, poi si avvia verso l’hangar.

            In quel momento entra She Hulk e chiede:

-Beh cosa sta succedendo?-

 -Andiamo a suonarle ad un mostro fatto di lava.- risponde Starfox.

-Davvero? Ecco una cosa che mi ha sempre divertito. Che aspettiamo?-

            Pochi minuti dopo il Quinjet dei Vendicatori vola diretto a nord.

 

            Che cosa fai quando il tuo capo ti ha dato qualche giorno di vacanza, sei una madre single e tua figlia ha appena finito la scuola? Beh, tanto per cominciare potresti portare la suddetta figlia a Disneyland, quale momento migliore di questo?

            Se deve proprio essere onesta con se stessa, Julia Carpenter deve ammettere che un pò di relax le ci voleva proprio, dopo gli stress degli ultimi tempi. Ancora non sa chi c’è dietro alla rinnovata Tela Mortale e perché sembra avercela con lei. A quanto pare, il gruppo, completo dell’elemento femminile, era già ricomparso  a San Francisco tempo fa e si era scontrato con Ghost ed il Ragno Rosso.[12] Chissà perché, nel mondo dei superesseri i morti tendono a non restare tali troppo a lungo e nemmeno la perdita dei poteri è una cosa stabile, in fondo. Ma oggi Julia non vuole pensare a questo e nemmeno a cosa può o non può essere capitato ai suoi genitori, oggi vuole pensare solo alla sua Rachel ed a divertirsi.

            Eppure… è come se un sesto senso cercasse di avvertirla di qualcosa, come se sentisse uno sguardo ostile, una presenza minacciosa, un pericolo imminente. Una sensazione sfuggente che come l’hai individuata già è scomparsa e sembra solo frutto di una paranoia un pò troppo accentuata.

            Non c’è nessuno qui che può essere una minaccia, giusto?… Giusto?

 

            Il quinjet si è dimostrato, come al solito, rapidissimo nel raggiungere il suo obiettivo. Quando arrivano i Vendicatori, l'uomo di lava è sotto attacco di reparti della Guardia Nazionale dell’Oregon, ma non sembrano avere molto successo nel tentare di fermarlo.

            Calabrone si rivolge a D-Man, che si trova al posto di pilotaggio:

-Complimenti. Puoi portarci proprio sopra di lui?

-Nessun problema.- è la risposta del taciturno Vendicatore.

-Posso chiederti se hai un piano, carissimo leader?-chiede She-Hulk.

            Calabrone si concede un sorriso:

-Certo che puoi, mia cara. In effetti qualche idea ce l’ho.-

            Sotto di loro l’uomo di lava si arresta. Guarda verso l’alto, esamina il quinjet e prende una decisione: dai suoi occhi scaturiscono due raggi calorifici diretti verso lo scafo.

 

 

5.

 

 

            Un rifugio sicuro e segreto. Due occhi artificiali si puntano verso uno schermo TV, seguendo con attenzione l’ultimo exploit dei Vendicatori della Costa Ovest. L’essere è fatto di metallo, una lega di adamantio e titanio per essere precisi, ha un aspetto antropomorfo, pur mantenendo una chiara apparenza robotica. Laddove dovrebbe esserci la bocca sembra bruciare una fornace atomica e la sola espressione di quel volto artificiale è un ghigno sardonico. A terra sta una replica di Henry Pym, apparentemente inanimata. L’essere che lo sovrasta pronuncia una sola parola e se la sua voce metallica potesse avere un’inflessione, ora sarebbe di disprezzo:

<<Patetico.>>

            Ora guarda di nuovo verso lo schermo e dopo una lunga pausa di osservazione ne pronuncia un’altra:

<<Interessante.>>

 

            Le scariche ottiche dell’essere di lava non arrivano a toccare il quinjet, s’infrangono prima contro un campo di forza magnetico.

-Ben fatto Lorna.- la incoraggia Calabrone –Ce la fai a mantenerlo ancora un pò?-

-Nessun problema.- replica Polaris –Ho fatto sforzi peggiori in altre occasioni.-

-Ok, ora ascoltatemi: D-Man, metti il quinjet in posizione d’attesa, proprio fermo qui sopra e chi non sa volare si aggrappi a chi lo sa fare, stiamo per andare da quel tipo la sotto e se non vuole fermarsi con le buone… beh gliele suoneremo di brutto.-

-Ecco quel che mi piace: un leader determinato.- commenta She Hulk.

            Calabrone le rivolge un’occhiataccia, poi…

-Al mio segnale vi voglio tutti fuori… ADESSO!-

            Mentre dice queste parole Calabrone si rimpicciolisce e vola fuori dal quinjet, seguito dagli altri: Starfox ed il Fulmine Vivente volano, Polaris levita sospinta dalle correnti magnetiche, D-Man è aggrappato al Fulmine Vivente e She-Hulk… semplicemente salta.

-Geronimo!- urla e la terra trema leggermente quando, a piedi uniti, atterra di fronte al gigante.

-Ciao bello.- dice –Mi piacciono i tipi bollenti, ma tu sei un pò esagerato, non trovi?-

            Il gigante di lava la guarda perplesso, come se cercasse di riconoscerla, poi dice:

-Chi sei tu?-

-Oh, allora sai parlare. Io sono She-Hulk e sono un Vendicatore e questi sono i miei compagni e tu chi saresti?-

            L’essere non risponde, piuttosto dice:

-Voi… voi siete quelli che cerco.-

-Ma davvero? E perché, se posso chiederlo?-

-La mia missione è… DISTRUGGERVI!-

-Accidenti alla mia boccaccia!-

            Jen evita di misura un colpo della mano destra del gigante, che subito si muove come se stesse cercando di individuare una zanzara e schiacciarla.

            Non è esattamente una zanzara, è il Calabrone, ma le sue scariche biolelettriche non danno grandi risultati, anzi, non ne danno affatto.

            È troppo grosso e forte per un attacco simile, pensa Hank, ma se lo attacchiamo tutti insieme, forse riusciremo ad indebolirlo. Attraverso la sua radio incorporata nell’elmetto si rivolge ai suoi compagni:

-Starfox, Fulmine, Polaris attaccatelo con tutte le vostre energie. She-Hulk, D-Man state lontani, non è il caso di attaccarlo fisicamente.-

            D-Man risponde con uno sguardo cupo, mentre She-Hulk si chiede se e quanto a lungo resisterebbe al calore se provasse a colpirlo con un pugno ben assestato. Meglio, per ora, non tentare di scoprirlo.

            I Vendicatori colpiscono l’uomo di lava con tutto quello che hanno: raggi oculari, colpi elettrici. L’essere barcolla, ma continua ad avanzare. Il Calabrone riflette. Certamente non farebbe affatto bene alla sua immagine che la sua prima uscita in quest’identità dopo tanto tempo sia connessa ad una sconfitta del gruppo, ma non dovrebbe preoccuparsene troppo: i Vendicatori hanno sempre sconfitto minacce simili in passato. Erano altri Vendicatori, magari, non questo gruppo che non sa neanche cosa sia la disciplina. È ironico che tocchi proprio a lui insegnargliela. Beh, vediamo cosa si può fare, magari cambiando tattica…

            Il Calabrone s’ingrandisce improvvisamente ed in breve raggiunge la statura dell’Uomo Lava.

-Perché ci stai attaccando?- gli chiede –Cos’hai contro i Vendicatori?

         L’uomo di lava risponde:

-Avete mentito al mio popolo. Gli avevate garantito che nessuno li avrebbe mai più disturbati, ma mentivate.-

-Non capisco cosa stai dicendo…- risponde Henry. Nel frattempo, riduce la sua altezza a quella di un comune essere umano –I Vendicatori non hanno tradito il Popolo di Lava, ne sono certo.-

-Di recente una forza esterna ci ha attaccato. Fiumi di lava sono stati deviati ed il regno lasciato privo di forze. I nostri saggi hanno detto che era un piano degli Uomini di Superficie per distruggerci ed hanno deciso di creare me.  Io sono stato creato dalla sostanza dei miei fratelli per distruggere i Vendicatori, prima, e poi portare il fuoco della distruzione sul vostro mondo di superficie.-

            Beh, pensa D-Man, ha le idee molto chiare, ma lo fermeremo in qualche modo.

 

            Nella stanza da letto che le è stata assegnata al Q.G. dei VCO Greer Nelson termina di  rivestirsi dopo aver fatto una corroborante doccia. Sul comodino c’è l’amuleto di Tigra e la ragazza lo prende in mano, osservandolo con attenzione, come se sulla sua superficie o addirittura all’interno pensasse di trovarci chissà cosa. Un’altra donna, che non avesse avuto le sue esperienze passate liquiderebbe con sufficienza la sensazione che l’amuleto la stia chiamando, che le sussurri un invito ad indossarlo ancora, esprimendo un unico desiderio: quello di ridiventare Tigra. Greer l’ha sentito sin da quando  ha ritrovato l’amuleto: è come la sensazione che prova un drogato davanti ad una dose od un alcolizzato di fronte ad un bicchiere pieno, una tentazione quasi irresistibile. E perché non cederle? Non è, in fondo, quello che ha sempre voluto? Una vita da eroina contro quella, grigia, di una donna comune. Le costa uno sforzo enorme rimettere l’amuleto sul comodino ed uscire dalla stanza senza voltarsi.

            Non è ancora il momento, si dice la ragazza: se lo farà ancora, se userà di nuovo l’amuleto sarà solo quando sarà sicura di essere lei ad avere il controllo e non l’amuleto stesso.

            È solo un gioco di luce o lo scintillio della superficie dell’amuleto è dovuta a qualcos’altro?

 

 

6.

 

 

            She-Hulk scuote la testa e dice:

-Sono io la sola a cui questa storia sembra tutta un’emerita…-

-Silenzio She-Hulk.- intima il Calabrone –Lo so anch’io che la sua storia non ha molto senso, ma questo non ha importanza: i sensori del mio costume hanno analizzato la struttura del nostro amico e sotto quella lava fusa che ne costituisce l’involucro c’è quello che potrei definire nient’altro che il cuore di un vulcano pronto ad esplodere con un’intensità che farà sembrare quelle del Monte St Helens e del Krakatoa messe insieme una sciocchezza e se dovesse esplodere una volta raggiunta la Faglia di San Andreas avremmo il Big One[13] e addio California.-

-Ne sei certo? E come… ehi, aspetta un momento: da quando hai dei sensori simili nel tuo costume?-

-Da quando ho deciso di metterceli.-

-Ehi voi due…- interviene Polaris –Mentre ve ne state a chiacchierare qui c’è qualcuno che combatte, sapete? Che ne dite di unirvi a noi, tanto per cambiare?-

-Quella ragazza è troppo acida.- commenta She-Hulk –Secondo me è l’effetto della castità forzata.-

-Ma non riesci proprio ad essere seria?- le chiede Hank.

-Mai: è il mio personaggio ed i lettori si lamenterebbero se fossi troppo diversa.-

-I… cosa?-

-Lascia perdere, è una gag che non puoi capire. Ora scusami, ma, per citare un vecchio amico: È TEMPO DI DISTRUZIONE!-

            Mentre She-Hulk corre verso l’Uomo di Lava, il Calabrone si ferma pensieroso, poi estrae qualcosa da uno scomparto del guanto sinistro, qualcosa che immediatamente s’ingrandisce per diventare un’arma avveniristica.

-State indietro!- intima… poi, quando i suoi compagni si sono fatti da parte, spara.

            La scarica prende in pieno il gigante di lava, che, per la prima volta, barcolla.

-Cosa mi stai facendo?- grida.

            Henry Pym non risponde e continua a sparare. L’uomo di lava si piega in preda al dolore ed ecco che, improvvisamente accade qualcosa: la sua figura sembra diventare evanescente, poi, ecco che al suo posto ci sono ben cinque comunissimi (beh, si fa per dire) uomini di lava sconcertati.

-Polaris rinchiudili in una bolla magnetica.- ordina Calabrone.

            La ragazza dai capelli verdi esegue l’ordine, poi, assieme agli altri si unisce al capo del gruppo.

-Pensi che terrà abbastanza a lungo?-

-Terrà fin quando servirà.- è la risposta di Lorna Dane –Ora vuoi dirci cosa hai fatto e chi sono quelli?-

-Quelli sono uomini di lava. Analizzando la struttura del nostro avversario e sentendo la sua affermazione di prima: “Sono stato creato dalla sostanza dei miei fratelli”, ho dedotto che lui non era altro che un amalgama delle forze vitali di più uomini di lava. Ho pensato, quindi, che avrei potuto neutralizzare le sue energie con il cannone antiprotonico, che mi ero portato dietro, ma ammetto che non mi aspettavo un risultato del genere.-

-Aspetta: ci stai dicendo che tu vai in giro con un cannone antiprotonico miniaturizzato in un guanto?-

            Pym guarda Lorna con un’aria quasi di commiserazione mentre risponde:

-Certo, che c’è di strano?-

-Io mi chiedo un’altra cosa.- interviene il fulmine Vivente –Cosa diavolo è un cannone antiprotonico?-

            Nessuno gli risponde.

 

             Da un’altra parte, nel solito luogo nascosto, come nella migliore tradizione, ecco una riunione di gente che, almeno per il momento, resterà non identificata.

-La prima fase del piano è completata.- dice uno dei presenti –Compresa l’attesa interferenza dei Vendicatori.-

-Possiamo, quindi, passare alla seconda?- dice un altro.

-Indubbiamente. Siamo tutti d’accordo.-

            La risposta è un coro di si, poi sul luogo calano di nuovo le tenebre ed il silenzio.

 

 

EPILOGO

 

 

            Entrare nel Q.G. è stato facilissimo, dopotutto Aracne è pur sempre un Vendicatore. Buffo, però: solo pochi giorni fa aveva giurato a se stessa che non avrebbe più portato sua figlia in una sede dei Vendicatori, ma ha già dovuto rimangiarsi la sua promessa. D’altra parte, non avrebbe saputo a chi affidare Rachel mentre faceva questa visita. Per sua fortuna il complesso dei Vendicatori è abbastanza lontano dai centri abitati e nessuno si chiederà cosa ci faccia lì Aracne con una bambina e chi sia quella bambina.

            Completate le procedure di riconoscimento, la supereroina e sua figlia entrano nella casa padronale dove sono accolte da una giovane donna dai capelli neri:

-Ciao Julia, sono felice di rivederti. Immagino che tu non mi riconosca in queste vesti: sono Greer Nelson e sono… ero… Tigra.-

-Ma certo che mi ricordo di te. Anche tu, vero, Rachel?-

-Ma certo.- risponde la bambina con un tono seccato dal fatto che la madre metta in dubbio la sua memoria –Ti manca la pelliccia, però.-

            Greer ridacchia e poi si rivolge ad Aracne:

-Cosa ti porta qui? Credevo stessi a Denver adesso.-

-Beh si, ma eravamo qui in vacanza ed ho pensato che non sarebbe stato male vedere come avevate risistemato questo posto…. E poi… volevo chiedere un consiglio a qualcuno.-

-Bene, mi farà piacere parlare con te ed intanto possiamo farci portare qualcosa. Preferisci il the o vuoi qualcosa di più forte?

 

            Mentre le grandi parlano, Rachel si è allontanata per esplorare il posto. C’era già stata altre volte, ma c’erano sempre delle stanze dove non le permettevano di andare, ma ora vuole vederle tutte.  Ehi, aspetta un momento: com’è che La casa è diventata così silenziosa adesso? E perché non ha incontrato ancora nessuno del personale di servizio? Rachel Carpenter è solo una bambina, ma nella sua breve vita ha già avuto una buona dose d’esperienze bizzarre e persino pericolose, abbastanza da sentire un campanello d’allarme nel suo cervellino.

-C’è qualcuno qui?- chiede.

Nessuna risposta. Ora, decisamente nervosa, Rachel ripete:

-C’è qualcuno, per favore?-

            Dei passi pesanti, eppure, in qualche modo, aggraziati, poi una porta si apre ed appare una figura.

<<Ci sono io.>> dice.

            La bambina spalanca la bocca per la sorpresa e la paura davanti a quell’essere di metallo rilucente e dall’aspetto vagamente femminile.

-Tu…- balbetta -… tu sei…-

<<Mi chiamo Alkhema-3.>>

 

 

FINE PRIMA PARTE

 

 

NOTE DELL’AUTORE

 

 

            Poche note, ma buone, spero:

1)       Quest’episodio si è concentrato in massima parte su Henry Pym e sul suo cambiamento, lasciando un pò in ombra il resto del gruppo, ma vi prometto che già dal prossimo episodio ci sarà maggiore equilibrio. Intanto parliamo del nuovo cambiamento del nostro Hank. Perché farlo ritornare il Calabrone? I motivi sono vari: innanzitutto devo confessare di aver sempre nutrito un affetto speciale per quest’incarnazione del vecchio Henry, che ho sempre trovato la più adatta a lui; poi c’è anche il fatto che con il ritorno del Golia Nero abbiamo già un supereroe formato gigante in giro ed infine c’è la considerazione che il gruppo attuale dei VCO ha già fin troppi forzuti, serviva qualcuno la cui arma principale fosse l’ingegno. Un’ultima considerazione, poi, è quella che proprio nei panni del Calabrone Henry Pym ha vissuto forse la sua ora più nera, se si eccettua quando decise di suicidarsi, ed è giusto, in fondo, che in questa veste cerchi il suo riscatto.

2)       Sicuramente avrete notato alcune differenze comportamentali in Hank rispetto alle sue precedenti apparizioni sia in questa serie, che altrove. Indubbiamente il risultato delle sue ultime esperienze, ma chissà se è tutto qui?

3)       Cosa si nasconde dietro la creazione dell’Uomo di Lava? È davvero tutto finito? Lo saprete a tempo debito.

4)       Vi avevo promesso una decisione di Greer riguardo all’amuleto ed una decisione c’è stata: non tornare ad essere Tigra almeno per il momento, ma quanto durerà questa risoluzione? Solo il tempo lo dirà e molto presto, anche.

5)       Adam, il doppio robotico di Henry Pym, “figlio” di Ultron e Alkhema è stato creato da Fabio Volino, l’ottimo editor di questa serie,  nella saga “Ultron Imperative” su Vendicatori MIT #30/33. Qui l’abbiamo visto fare apparentemente una brutta fine… uhm, ho detto apparentemente? -_^

6)       Come avrete indubbiamente capito, la sottotrama portante di questa breve saga riguarda il ritorno di Ultron e Alkhema. Entrambi erano stati distrutti in Vendicatori #33 e sembravano essere aldilà di ogni speranza di ricostruzione. I cattivi, però, si sa, sono dotati di mille risorse e presto sapremo come questi due robot sanguinari sono di nuovo tornati in azione.

7)       A livello di continuity questa trama è collegata a quelle che riguardano sia all’apparizione  di un Ultron Virtuale in Justice Inc.#18/19, sia i delitti di un serial killer apparentemente legato ad Ultron a cui ha dato la caccia Jocasta in Avengers Icons #30/33.

8)       Sempre a livello di continuity, questo racconto si situa poco prima degli eventi  di Vendicatori #61/62.

Nel prossimo episodio: Alkhema-3  ha il controllo del Q.G. dei VCO, che ne sarà di Greer Nelson, Aracne, Rachel Carpenter e di tutto il personale nelle mani della spietata assassina robotica? E se Alkhema è tornata, può Ultron essere lontano? E che ne sarà dei Vendicatori quando torneranno a casa? Se volete saperlo, non mancate di seguirci.

 

 

Carlo



[1] Vedrete il risultato del tentativo in Vendicatori #63, se sarete bravi e pazienti. -_^

[2] In Iron Man Vol 1° #269/284 (Silver Surfer, Play Press, #42/53 e Iron Man Miniserie, Marvel Italia, #1)

[3] Di che parla Hank? Per saperlo dovreste aver letto Avengers Icons #27/30.

[4] La Bestia degli X-Men.

[5] In Justice Inc #18/19.

[6] Vedi scorso episodio.

[7] La Vizer Pharmaceutics, controllata della REvolution.

[8] Come narrato un bel po’ di tempo fa in Marvel Feature #5 e 6 (Uomo Ragno, Corno #93/95).

[9] Giant Size Defenders #4 (Hulk & I Difensori, Corno, #26/27)

[10] In Avengers, Vol 1° #217 (Capitan America & i Vendicatori, Star,  #7).

[11] In Vendicatori MIT #33

[12] In Ghost Rider MIT #4, ad esempio

[13] Il terremoto definitivo in California.